La Biophilia
L’arte di invitare la natura nei nostri spazi…
Se analizziamo la radice greca della parola: « bio » = vita e « filia » = amore, possiamo definire la biophilia come l’amore fondamentale dell’essere umano per la natura, un amore così forte da diventare un bisogno.
Il concetto di biophilia è stato introdotto negli anni ’60 da Erich Fromm e successivamente sviluppato più ampiamente dal biologo americano Edward O. Wilson negli anni ’80.
È proprio a questo scienziato che dobbiamo l’introduzione del termine biodiversità.
Numerosi studi dimostrano il bisogno essenziale del nostro corpo e della nostra mente di essere in contatto con la natura, e sempre di più. Ogni giorno siamo invasi dalla tecnologia e il nostro rapporto con la natura si indebolisce. Le zone rurali si svuotano per popolare le città (anche se, dopo il Covid e con l’autorizzazione del telelavoro, si osservano alcune contro-tendenze e speriamo che durino!). Eppure è fondamentale per la nostra salute mentale: di fronte allo stress costante, alle crisi, alla depressione, il nostro essere ha bisogno di disconnessione e di radicamento.
Il “design biofilico” è quindi più che mai attuale, poiché riportando la natura al centro della progettazione si osserva un maggiore benessere nelle persone, un aumento della produttività e delle prestazioni, una maggiore propensione a emozioni e atteggiamenti positivi, una stimolazione della creatività, una riduzione dello stress, senza contare il miglioramento concreto della qualità dell’aria e altri vantaggi legati all’introduzione di elementi vegetali negli spazi.
Non sorprende, se pensiamo che è la natura ad averci permesso di sopravvivere ed evolverci fin dalla notte dei tempi: siamo esseri della natura, nati in paesaggi immersi nella luce, vicino all’acqua, rassicuranti e favorevoli alla vita; il nostro cervello ha conservato tutto questo nella memoria.
Il semplice contatto visivo con la natura è sufficiente a procurarci effetti positivi, ma non solo: una passeggiata nel bosco, in un parco, una visita a dei giardini, prendersi cura di piante sul proprio balcone sono già molte occasioni per riconnettersi al vivente. Ma in ufficio o a casa non è sempre così semplice…
Come designer, progettare uno spazio ispirandosi alla biophilia significa reintrodurre la natura e il vivente nei nostri ambienti interni: integrare il più possibile elementi vegetali, avere una luce abbondante e naturale, utilizzare colori dalle influenze positive che imitano la natura, favorire viste aperte, pensare alla presenza dell’acqua, creare uno spazio arioso, privilegiare materiali naturali.
Alcuni diranno che non c’è nulla di nuovo o di profondamente rivoluzionario in tutto questo, eppure molti designer progettano ancora spazi in un’ottica puramente estetica, senza tenere conto dei bisogni fondamentali dell’uomo: luce, aria, minerali.
Pensate a una pianta che non abbia né luce, né acqua, né spazio per svilupparsi: non le si dà molto tempo prima di vederla appassire…
Guardatevi intorno: ritrovate elementi naturali nel vostro ambiente?
È il momento di fare un piccolo bilancio e forse di apportare uno o due cambiamenti a casa o in ufficio.
